Come mettersi d’accordo?

A che cosa dobbiamo fare attenzione raggiungendo un accordo stragiudiziale con l'ex coniuge?

 

Stiamo uscendo dal tribunale felici di aver raggiunto un accordo senza lunghissime lotte ed udienze in tribunale, senza appelli, ulteriori spese, costi di avvocati ecc. Abbiamo ottenuto un buon risultato velocemente e lo possiamo mettere in pratica subito, non aspettando che una eventuale sentenza passi in giudicato.

Ma veramente abbiamo pensato a tutto? L’accordo e' davvero effettivo ed esecutivo?

 

Naturalmente ogni accordo raggiunto oggi sarà sempre migliore di qualsiasi sentenza del tribunale (dal risultato incerto) nel futuro.

Ci sono però alcune cose di cui non possiamo assolutamente dimenticarci se vogliamo veramente sostituire una sentenza con un accordo che verra' omologato davanti ad un Giudice di famiglia.

 

Chi lo farà?

"Il minore deve essere portato dalla mamma al padre il primo e il secondo venerdì del mese e restituito ogni domenica successiva" - una tipica clausola estratta da un accordo nelle cause del diritto di famiglia.

Ma nessun obbligo si realizza senza una persona che lo metta in pratica. Chi deve accompagnare e chi deve riportare il minore. Ma non solo.

 

Chi paga?

Ma i costi delle trasferte sono a carico della madre o del padre? Oppure i costi si dividono tra i due genitori?

 

Quando? (esattamente)

E poi, a che ora? Un errore raro ma possibile. 

Prendiamo come esempio il caso in cui il minore debba essere accompagnato alle 15 di pomeriggio del venerdì. Tuttavia il minore, a quell’ora, e' ancora all'asilo. Bene, il padre va a prendere il bambino all'asilo. Ma chi dovrebbe preparare i vestiti, eventuali cibi specifici, medicine ecc.?

 

Esenzioni.

Un altro esempio di situazioni poco chiare, che si prestano a dubbi interpretativi: una volta che abbiamo deciso che il bambino deve stare il primo mese di vacanza con il padre ed il secondo mese con la madre, ci viene il dubbio se in quel secondo mese sono sempre validi i contatti con il padre, per esempio 2 giorni a settimana nel pomeriggio. Come lo risolviamo?

E quando la bimba e' malata, i giorni di contatto si recuperano nelle settimane seguenti?

 

Non si tratta di casi così strani e, se non vengono precisati nell’accordo, possono provocare non pochi problemi. Ricordiamoci che i genitori non vanno più d’accordo e la probabilità di risolvere facilmente una eventuale controversia sarà molto bassa.

 

avv. Marcin Kwapiński

La mamma ha portato la bambina all’estero… Cosa devo fare?

La sottrazione dei bambini, in certi casi, diventa una soluzione, il più delle volte per le donne, per cercare di risolvere una situazione di vita difficile in modo estremamente veloce e, in teoria, effettivo. Il genitore che non va più d’accordo con l’altro, decide di tornare nel paese d’origine, con il bambino -  purtroppo.

 

Ma quando non c’è l’accordo per lo spostamento, esso diventa illegale: configura, infatti, un reato (in Italia ex art. 574 bis del codice penale). La pena è la reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto è commesso nei confronti di minore che abbia compiuto i quattordici anni e con il suo consenso, la reclusione è dai sei mesi a tre anni.

 

Cosa puoi fare se un giorno ti trovi nella situazione del genere, cioè la tua compagna/compagno porta via il bambino fuori dallo Stato dove abitavate e dove il bambino aveva il suo centro di vita (anche se piccolissimo e non ancora consapevolmente vissuto)?

 

La soluzione c’è, per fortuna. In quei casi si applica la Convenzione dell’Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. Il paese dove è stato portato il minore deve per forza farlo tornare indietro. In teoria, la decisione di un organo giudiziario dovrebbe avvenire entro 6 settimane dalla richiesta ufficiale, ma si cerca comunque di risolvere la questione nel più breve tempo possibile.

Poi la procedura diventa internazionale, con la collaborazione a livello dei Ministeri di giustizia dei paesi firmatari e dei tribunali, i quali controllano reciprocamente che l’applicazione delle norme della Convenzione sia avvenuta in modo corretto.

 

Cio' che è importante è la velocità. Non si delibera né sulla responsabilità genitoriale né sui contatti con il minore o sul divorzio, la situazione illegale deve essere risolta. Dopo il ritorno del bambino (con o senza il genitore che lo ha sottratto), si possono intraprendere altre azioni legali nei tribunali competenti.

Ma ci sono alcune esenzioni, di cui si tratterà in un altro articolo del nostro blog.

Autori: Marcin Kwapiński e Emilia Kruk